Fare sport è importante. Farlo con il diabete di tipo 1 lo è ancora di più.
Eppure, molte persone con il diabete – giovani e adulti – hanno ancora paura di allenarsi per il rischio di ipoglicemie, o perché la gestione tra attività fisica e glicemie sembra troppo complessa.

Ma partiamo da un principio fondamentale: con il diabete si può fare tutto. Serve solo imparare a gestire meglio le situazioni. Mi chiamo Fabiola, ho 33 anni e da 20 convivo con il diabete di tipo 1. Sono cresciuta sentendomi dire “Tu non puoi mangiare questo”, “Tu non puoi fare quest’altro”. Ma ho sempre rifiutato questi limiti. Non sono un’atleta professionista, ma ho aperto una palestra e corso una maratona (sì, tutti i 42,195 km!). E oggi voglio raccontarti proprio com’è andata.

La mia sfida con la maratona

Tutto è iniziato nel settembre 2023, durante il mio primo campo scuola “Diabete e Sport”: 5 giorni al mare con medici, nutrizionisti, volontari e altri ragazzi con diabete. Ogni giornata un mix di teoria e attività fisica, con l’obiettivo di insegnarci come affrontare lo sport in sicurezza.

Quando ci hanno proposto una sessione di corsa, ho pensato: “Ma sì, proviamo”. Mi sono divertita tantissimo. Non correvo da anni, ma ho riscoperto il piacere del correre. Tornata a casa, ho deciso: entro un anno avrei corso la mia prima maratona.

La settimana dopo ho partecipato a una marcia paesana: 13 km pieni di integrazioni, bustine di zucchero e quasi tutto il tempo in ipoglicemia. Da lì, corsette sempre più lunghe, mezze maratone, gare… fino alla maratona di Berlino. Emozionante, durissima, indimenticabile.

6 consigli pratici per fare sport con il diabete di tipo 1

La preparazione è stata intensa, ma fondamentale è stato il supporto del mio team: dottoressa, dietista e coach. Non è stato sempre facile. Ho sbagliato strategie, calcoli, a volte mi sono arrabbiata con me stessa. Ma ho imparato tanto, soprattutto a non improvvisare mai.

Ecco i 6 punti chiave che tengo sempre a mente prima, durante e dopo l’attività fisica e che voglio condividere con te:

  1. Tipo di esercizio
    Aerobico (corsa, camminata, ciclismo) o anaerobico (pesi, sport di squadra)? Il tipo di attività incide molto sull’andamento glicemico.
  2. Insulina attiva
    Con il microinfusore riesco a monitorarla meglio. Se è bassa, rischio ipoglicemia e devo introdurre carboidrati. Ma mangiare zuccheri “per forza” non è mai piacevole.
  3. Intensità dello sforzo
    Più l’esercizio è intenso, maggiore è il rischio di ipo.
  4. Glicemia di partenza
    Una glicemia adeguata è la base per una buona performance. All’inizio, per paura di andare in ipo, mi riempivo di zuccheri… e finivo altissima. Ora so gestire meglio.
  5. Livello di allenamento
    Più sono allenata, meno rischio ho di andare in ipo. All’inizio 13 km erano un’odissea, ora li faccio senza bisogno di integrazione.
  6. Durata dell’attività
    A seconda della durata cambia il fabbisogno di carboidrati e la strategia di gestione.

E poi ci sono sempre gli imprevisti: emozioni, stress, ormoni… tutto influisce. E va bene così.

Prossimi obiettivi: Chicago e Hyrox

Ora mi sto preparando per la mia seconda maratona a Chicago e per la mia prima gara di Hyrox, che correrò insieme a un’altra ragazza con diabete. Se anche solo una persona leggendo questa storia si sentirà ispirata a non lasciare i sogni nel cassetto, allora ne sarà valsa la pena.

Ricordiamoci sempre: il diabete teme chi fa sport!
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Questo contenuto riflette esclusivamente l’esperienza personale dell’autore/autrice. Non ha lo scopo di dare consigli medici, né di sostituire il parere di un professionista.