Essere vicini a una persona con diabete di tipo 1 significa crescere tra responsabilità silenziose, attese e una sensibilità che si costruisce giorno dopo giorno.

Nell’ambito psicologico esiste un termine specifico per indicare i fratelli e le sorelle di chi vive con una malattia cronica: siblings, spesso chiamati anche “fratelli di vetro”, perché invisibili.

Il giorno della diagnosi: il giorno che cambia tutto

Ci sono date che cambiano per sempre la vita. All’improvviso, la corsa in ospedale… e niente è più come prima. Una diagnosi di diabete di tipo 1 che, in modo diverso, coinvolge tutta la famiglia, compresi fratelli e sorelle.

Soprattutto quando l’esordio del diabete avviene in tenera età, le dinamiche quotidiane richiedono un’attenzione quasi totalizzante.

Ero talmente immersa nella gestione di tutte quelle novità che non mi avrebbe stupito se la prima parola di Anita fosse stata “aspetta” piuttosto che “mamma” o “papà”.

Aspetta che prendo lo zucchero.
Aspetta che suona l’allarme.
Aspetta che deve mangiare.

Una serie infinita di “aspetta” che ancora oggi non riesco a dimenticare, ma che allora erano indispensabili.

Crescere senza conoscere un “prima”

Anita non conosce la vita senza il diabete di tipo 1. È cresciuta in una casa in cui parole come glicemia, insulina e allarmi erano la normalità.

Ricordo che da piccola, ogni volta che incontrava un bambino con la sua famiglia, chiedeva se fosse lui o suo fratello ad avere il sensore.

Per lei, ogni famiglia aveva qualcuno con un sensore glicemico. Crescendo, si è resa conto che la realtà non è esattamente così.

Diabete: una borsetta diversa dalle altre

Il contenuto della sua prima borsetta è stato una bustina di zucchero. Nient’altro. Una bustina che sarebbe potuta servire a sua sorella.

Non un giocattolo, non una caramella, non qualcosa per sé… ma zucchero. Un gesto meraviglioso dal punto di vista emotivo. Ma da quello etico, una domanda resta: è giusto crescere così velocemente, con un senso di responsabilità così grande, nonostante l’età?

Affrontare il diabete in famiglia: emozioni troppo grandi, ma anche risorse

Lo dirò ancora una volta: il diabete di tipo 1 coinvolge l’intera famiglia. Crescere con un fratello o una sorella con una malattia cronica non è facile.

Spesso ti mette davanti a emozioni grandi, troppo grandi per l’età che si ha. Eppure, in mezzo a tutto questo caos, succede qualcosa.

L’insieme di quelle emozioni, spesso non dette e messe in secondo piano, e l’osservare il mondo con occhi diversi, rende questi bambini persone con una sensibilità ed empatia ormai rare. E questo li accompagnerà per tutta la vita.