Cosa serve per preparare un viaggio? Scegliere la destinazione, organizzare gli spostamenti, immaginare ciò che si farà una volta arrivati. Per chi convive con il diabete di tipo 1, però, la partenza richiede qualche attenzione in più. Insulina, sensori, set di infusione, glucometro, materiale di ricambio e zuccheri semplici devono trovare spazio nel bagaglio. È necessario pensare alle temperature, ai pasti fuori casa, agli orari diversi e alla possibilità che qualcosa non vada come previsto.

Organizzarsi è essenziale, ma non si può pensare di riuscire a controllare tutto. Un volo in ritardo, un bagaglio smarrito, un sensore che smette di funzionare o un pasto molto diverso da quello immaginato possono cambiare rapidamente i programmi.
Per questo, viaggiare con il diabete di tipo 1 è molto più che prepararsi bene: imparare a gestire l’incertezza senza lasciare che la paura degli imprevisti impedisca di partire.

Viaggiare con il diabete di tipo 1 richiede più preparazione

La terapia insulinica è indispensabile nella gestione del diabete di tipo 1 e deve proseguire anche lontano da casa. Prima della partenza è quindi utile verificare di avere con sé tutto il necessario per continuare la terapia e controllare la glicemia durante l’intero viaggio.

A seconda delle proprie esigenze, il materiale può comprendere:

  • insulina e dispositivi per somministrarla, come penne e aghi o microinfusori;
  • Eventuali sensori per il monitoraggio in continuo della glicemia;
  • glucometro, strisce e pungidito;
  • zuccheri semplici e snack;
  • documentazione sanitaria e indicazioni sulla terapia.
  • Glucagone

È importante portare una quantità di materiale superiore a quella necessaria per i giorni programmati e distribuirla, quando possibile, in più borse. In caso di viaggio in aereo, i farmaci e i dispositivi essenziali dovrebbero restare facilmente accessibili nel bagaglio a mano, evitando che tutto il necessario venga affidato al bagaglio da stiva.
Precauzioni che aiutano a ridurre alcuni rischi, ma non rendono il viaggio completamente prevedibile.

Perché anche un viaggio ben organizzato può cambiare?

Nella quotidianità molte decisioni sul diabete si basano su abitudini relativamente conosciute: gli orari dei pasti, il livello di attività fisica, il riposo e la composizione degli alimenti.
Durante un viaggio, molte di queste variabili cambiano contemporaneamente.

Si può camminare più del previsto, finire col dormire poco, mangiare in orari insoliti o non riuscire a valutare con precisione i carboidrati di un piatto. Anche il caldo, il freddo, lo stress del trasferimento e l’emozione della partenza possono contribuire a rendere la risposta glicemica meno prevedibile.
A volte il programma cambia per ragioni molto semplici: un ristorante è chiuso, il treno accumula ritardo, l’escursione dura più del previsto, il pasto viene servito molto tardi o il dispositivo si stacca durante un bagno o per l’eccessivo sudore.

La persona può aver preparato tutto con attenzione e trovarsi comunque davanti a una situazione nuova. Un imprevisto non indica necessariamente una preparazione insufficiente: fa parte del viaggio e, più in generale, della gestione quotidiana del diabete.

L’organizzazione non deve trasformarsi in controllo assoluto

Sapere di avere con sé il materiale necessario può offrire sicurezza. Il rischio, però, è pensare che ogni possibile evento debba essere anticipato.
Si può iniziare a controllare ripetutamente il contenuto delle borse, immaginare tutti gli scenari negativi o costruire programmi molto rigidi per paura di modificare pasti e orari. In questo modo, la preparazione rischia di diventare un’ulteriore fonte di ansia.
Organizzarsi non significa creare un viaggio privo di rischi, perché nessun viaggio lo è. Significa costruire una base sufficientemente solida per poter reagire quando il programma cambia.

Oltre al materiale, quindi, può essere utile portare con sé:

  • un piano alternativo per la somministrazione dell’insulina;
  • le indicazioni concordate con il team diabetologico;
  • i contatti sanitari utili;
  • la consapevolezza di quando chiedere aiuto.

L’obiettivo non è essere pronti a qualsiasi evento immaginabile, ma sapere quali sono le priorità quando si presenta un problema reale.

Cosa fare con problemi di diabete durante il viaggio

Quando si presenta un imprevisto, la prima reazione può essere quella di cercare immediatamente una soluzione definitiva. Può essere più utile, invece, procedere per priorità.

Fermarsi e valutare la situazione

Prima di cambiare tutti i programmi, è importante capire quale sia il problema: un valore glicemico inatteso, un dispositivo non funzionante, la mancanza di materiale o un malessere.

Utilizzare il piano alternativo

Sensori, microinfusori e app rappresentano strumenti preziosi, ma è importante sapere come comportarsi se temporaneamente non sono disponibili. Il piano alternativo deve essere definito in anticipo con il proprio team diabetologico.

Chiedere aiuto quando necessario

Se compaiono nausea, malessere importante, chetoni o difficoltà nel controllare la glicemia, è necessario seguire le indicazioni ricevute dal team e rivolgersi all’assistenza sanitaria quando previsto. Le raccomandazioni sulla gestione dei giorni di malattia sottolineano l’importanza del controllo della glicemia e dei chetoni e della disponibilità di un piano condiviso.

In una destinazione nuova può essere utile sapere in anticipo dove è possibile trovare una farmacia, una struttura sanitaria o un pronto soccorso. Non perché sarà certamente necessario utilizzarli, ma perché avere un riferimento riduce il carico decisionale nel momento dell’imprevisto.

Condividere le informazioni con chi viaggia con noi

Viaggiare insieme ad altre persone può offrire un supporto importante, purché chi accompagna sappia come comportarsi.
Non è necessario trasformare amici, partner o familiari in controllori.

Può però essere utile spiegare:

  • dove si trovano gli zuccheri semplici;
  • come riconoscere alcuni segnali di ipoglicemia;
  • quando è necessario chiedere aiuto;
  • dove sono conservati farmaci e materiali;
  • quali informazioni comunicare in caso di emergenza.

Parlarne prima della partenza evita di dover fornire tutte le spiegazioni in una situazione di difficoltà. Allo stesso tempo, permette alla persona con diabete di non sentirsi sola nella gestione, senza perdere la propria autonomia.
Viaggiare con il diabete di tipo 1 non vuol dire eliminare l’incertezza, ma imparare a portarla con sé senza permetterle di scegliere la destinazione.