Bere alcolici è ormai una pratica sociale molto comune. Si stima, inoltre, che l’età media di inizio di consumo di alcolici sia nei primi anni dell’adolescenza.
Chi convive con il diabete di tipo 1, in particolare i più giovani, spesso non conosce bene gli effetti che l’alcol può avere su di noi. Soprattutto nel caso di questa patologia, è fondamentale sapere cosa accade nell’organismo, quali rischi si corrono e quali accorgimenti adottare per bere in maggiore sicurezza.
Alcol e glicemia: il ruolo del fegato
La cosa importante da sapere è che nel diabete tipo 1 il livello di glucosio nel sangue viene influenzato e mantenuto anche dall’azione del fegato. Quest’organo svolge un ruolo cruciale attraverso due processi metabolici: la gluconeogenesi, cioè la produzione di glucosio da fonti non zuccherine, e la glicogenolisi, ovvero la liberazione di glucosio dai depositi di glicogeno.
Quando una persona con diabete tipo 1 consuma alcol, il fegato “mette da parte” il mantenimento della glicemia per concentrarsi su un’altra funzione essenziale: la detossificazione dall’etanolo. Questo comporta l’interruzione temporanea della gluconeogenesi, con conseguente riduzione della produzione di glucosio. Se nel corpo è presente insulina rapida o basale, i livelli di zucchero nel sangue possono abbassarsi più velocemente.
È importante distinguere le reazioni in base alla tipologia di bevanda alcolica:
- Alcolici con carboidrati (birra, cocktail, liquori): inizialmente possono far salire la glicemia grazie agli zuccheri contenuti, ma in un secondo momento aumentano il rischio di ipoglicemia.
- Alcolici senza carboidrati (vini non liquorosi, distillati, prosecco, champagne): in genere non fanno aumentare la glicemia nell’immediato, ma possono favorire episodi ipoglicemici nelle ore successive.
I rischi principali dell’alcol nel diabete tipo 1
Il primo rischio concreto è l’ipoglicemia tardiva, che può manifestarsi anche molte ore dopo l’assunzione, soprattutto se l’alcol viene consumato la sera: durante la notte l’abbassamento della glicemia è meno controllabile.
Un altro pericolo è che i sintomi dell’ipoglicemia (confusione, vista offuscata, difficoltà nel parlare, perdita di coordinazione) possono somigliare a quelli dell’ebbrezza alcolica. Questo rende difficile distinguere i due casi per chi è presente, con il rischio di ritardare l’intervento in caso di crisi.
Infine, bisogna sempre considerare il quantitativo di insulina presente nell’organismo al momento dell’assunzione, che può aumentare ulteriormente il rischio ipoglicemico.
Quali precauzioni adottare per bere alcolici in sicurezza con il diabete tipo 1?
Prima di bere alcolici è fondamentale consumare un pasto preferibilmente completo di carboidrati, proteine e grassi. Nel caso di una cena, ad esempio: un primo piatto contenente una proteina o un secondo piatto accompagnato da pane o patate, oppure nel caso di un aperitivo possiamo optare per tarallini con olive e qualche pezzetto di formaggio.
Inoltre, bisogna valutare la quantità di insulina relativa al pasto: sarebbe ottimale chiedere consiglio al proprio diabetologo per valutare se modificare il bolo in quelle occasioni particolari.
Un’altra accortezza è quella di informare chi è con noi dei rischi a cui possiamo andare incontro e di come possono aiutarci in caso di ipoglicemia.
Indispensabile, infine, è il monitoraggio della glicemia nelle ore successive all’assunzione, in modo tale da poter agire per tempo correggendo con zuccheri a rapido assorbimento.
Bere alcol con diabete di tipo 1 non è vietato, salvo casi specifici, ma comporta rischi che non devono essere sottovalutati. Conoscere l’azione dell’alcol sull’organismo e adottare le giuste precauzioni permette di ridurre i pericoli. Divertitevi e… bevete sempre responsabilmente!
Dottoressa Laura Cinque – Biologa Nutrizionista
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico o del team diabetologico.
Questo contenuto riflette esclusivamente l’esperienza personale dell’autore/autrice. Non ha lo scopo di dare consigli medici, né di sostituire il parere di un professionista.