Gestire l’adolescenza nel diabete di tipo 1 è una sfida complessa: tra autonomia, errori e cambiamenti, ecco cosa cambia davvero per i genitori.
Fase 1: abituarsi all’impossibile
Subito dopo l’esordio del diabete di tipo 1, passato il momento di totale caos in cui noi genitori siamo chiamati a essere un mix di mille mestieri, possibilmente in meno di 48 ore, la quotidianità e il tempo iniziano a concedere una tregua.
Ti abitui all’impossibile.
Ci si abitua agli allarmi.
Ci si abitua allo zucchero in borsa.
Il tuo occhio acquisisce un’abilità sconosciuta ai più: l’occhiometro.
Con un solo sguardo inizi a scannerizzare i piatti per analizzare il contenuto dei carboidrati e, ogni tanto, funziona pure, tanto da illuderti di essere quasi diventato bravo in matematica.
Ti abitui a questo e a tante altre cose che, prima della diagnosi, sembravano impossibili. E quelle rare, rarissime volte in cui tutto fila liscio, o se per caso hai azzeccato il cerotto del suo colore preferito, tu — piccolo genitore T1 — ti senti quasi uno di quei supereroi della TV: una figura mitologica fatta di occhiaie, matematica e glicemia.
Vedi il tuo bambino correre felice verso i suoi amici a mostrare il nuovo cerotto colorato e pensi che, forse, un po’ ce la stai facendo. Che il peggio è passato. Poi arriva l’adolescenza.
Adolescenza e diabete di tipo 1: cosa cambia davvero
Adolescenza: alias quel meraviglioso periodo in cui tutto quello che facevi esattamente un minuto prima adesso non vale più.
Il cerotto colorato? Dimenticato.
Il tuo sorriso rassicurante? Sei invadente.
Il foglio con la conta dei carboidrati per la merenda a scuola? Ma che scherzi? Che vergogna!
È ora di fare un passo indietro: lasciare autonomia e spogliarsi del ruolo di onnipresente nella sua vita.
Devi essere presente, ma lasciarlo libero.
Guidarlo verso l’autonomia decisionale, ma lasciarlo sbagliare da solo.
Ascoltarlo, ma non condizionare il suo pensiero.
Insomma, tutto il contrario di tutto.
E tu, piccolo — piccolissimo — genitore T1, ti senti esattamente tornato al punto zero.
Quella figura mitologica fatta di occhiaie, matematica e glicemia non ti rimane che appenderla al muro.
Strategie per affrontare l’adolescenza con il diabete di tipo 1
Quindi cosa fare? Esistono varie opzioni.
L’ideale sarebbe un viaggio verso Marte, giusto il tempo che questi anni adolescenziali giungano al termine… ma, visto che al momento c’è una certa lista d’attesa, meglio optare per qualcosa di più fattibile — e magari anche con un certo ritorno economico: aprire un chiringuito in Messico.
Tuttavia, forse è proprio in questo periodo così caotico e fragile, come solo l’adolescenza sa essere, che siamo utili esattamente dove siamo.
Essere genitori di un figlio con diabete di tipo 1, sempre
Che poi, a 5 o a 95 anni, un genitore smette mai di essere un genitore di una persona con diabete di tipo 1? Quindi non rimane che fare ciò che si è sempre fatto… ma in maniera diversa: esserci senza esserci.Forza: mancano soltanto quei 6/7 anni.
Forse possiamo resistere.
Questo contenuto riflette esclusivamente l’esperienza personale dell’autore/autrice. Non ha lo scopo di dare consigli medici, né di sostituire il parere di un professionista.