Quando mi hanno diagnosticato il diabete di tipo 1 mi sono sentita sopraffatta: avevo mille domande e pochissime risposte. Col tempo ho capito che ci sono informazioni fondamentali che avrei voluto conoscere fin da subito.
Oggi voglio condividere la mia esperienza personale e le cinque cose che, se le avessi sapute all’inizio, mi avrebbero aiutata a vivere con meno paura e più consapevolezza.
1. Il diabete non definisce chi sei
All’inizio pensavo che il diabete avrebbe cambiato la mia identità. In realtà è solo una parte della mia vita, non la mia intera storia.
Io sono le mie passioni, le amicizie che coltivo, i viaggi che affronto e tante altre cose belle che non hanno nulla a che fare con la malattia.
2. Imparare a gestirlo è possibile
Ci vuole tempo, sì, ma con pazienza si impara. Conta più il percorso quotidiano che la perfezione. Con il tempo imparerai a comprendere il tuo corpo e le sue reazioni ai diversi cibi. Ricordo una bambina in ospedale che mi disse: “Non ti preoccupare, un giorno guarderai quel panino e saprai esattamente quanta insulina fare.” Aveva ragione: step by step tutto è diventato più chiaro.
3. L’alimentazione non è una punizione
Mangiare in modo sano non significa rinunciare al piacere. Con il tempo scoprirai che mangiare bene non è sinonimo di insalata triste.
Vuol dire scegliere cibi che ti fanno stare bene, che appagano il corpo e anche la mente.
4. Parlarne è terapeutico
Condividere dubbi e paure con altre persone, anche online, mi ha fatto sentire meno sola. L’apertura della mia pagina Instagram mi ha letteralmente salvata.
Ho smesso di credere di essere l’unica al mondo con questa patologia. Ho imparato, mi sono confrontata e ho stretto amicizie importanti che porto con me ancora oggi.
5. Non tutto è sotto controllo (e va bene così)
A volte la glicemia fa i capricci anche se fai tutto “bene”. L’importante è non colpevolizzarsi, perché fa parte del percorso.
Un tempo mi punivo per un pasto gestito male o una glicemia alta, anche quando non dipendeva da me. Oggi scelgo di volermi bene: non mi giudico, ma cerco di migliorarmi ogni giorno.
Se potessi parlare alla “me” di allora, le direi di respirare, non farsi schiacciare dalle aspettative e ricordare che il diabete è sì una sfida, ma anche un’occasione per conoscersi meglio e scoprire una forza che non pensavi di avere.