Quando parliamo di tecnologia applicata alla gestione del diabete di tipo 1 pensiamo subito ai nuovi dispositivi, ma non è l’unico punto da attenzionare. Anche il modo in cui questi strumenti possono lavorare insieme può migliorare la vita quotidiana.
È quello che accade con i sistemi AID (Automated Insulin Delivery), sistemi automatici di infusione di insulina. Un meccanismo in cui un sensore per il monitoraggio continuo della glicemia comunica con un microinfusore che, attraverso un algoritmo, adatta l’erogazione di insulina sulla base dei valori rilevati. Quando il microinfusore è anche senza tubi, all’automazione della terapia si aggiunge una modalità di erogazione che non richiede un catetere esterno.
Ma quali sono i principali benefici di un sistema integrato senza tubi?
Una gestione glicemica più stabile
Uno dei principali vantaggi dei sistemi integrati riguarda il controllo della glicemia.
Il sensore CGM rileva i valori glicemici in continuo, 24 ore su 24, e comunica queste informazioni al microinfusore. Attraverso un algoritmo, il sistema può quindi adattare l’infusione di insulina in funzione dell’andamento della glicemia.
Una gestione automatizzata e adattiva che aiuta a prevenire le fluttuazioni e a mantenere i livelli glicemici più stabili.
Tra i benefici associati ai sistemi integrati c’è anche un aumento del Tempo in Range, cioè del tempo trascorso nell’intervallo glicemico target. I sistemi integrati possono inoltre contribuire a ridurre gli episodi di ipoglicemia e iperglicemia, con un beneficio segnalato in particolare per le ipoglicemie notturne.
Meno decisioni manuali, maggiore continuità
Vivere con il diabete vuol dire confrontarsi ogni giorno con molte decisioni legate alla terapia, ai pasti, all’attività fisica e alle diverse attività della giornata.
L’automazione può sicuramente alleggerire una parte di questo carico.
Se riduciamo la necessità di frequenti decisioni manuali sull’erogazione dell’insulina, i sistemi AID possono contribuire a diminuire lo stress decisionale e favorire una maggiore serenità nella gestione quotidiana.
La riduzione degli interventi manuali può inoltre sostenere una maggiore costanza e continuità nella terapia insulinica e favorire l’aderenza terapeutica. Significa poter contare su un sistema che monitora l’andamento glicemico e automatizza una parte della terapia.
L’assenza di tubi nella vita quotidiana
Ai benefici dell’automazione può aggiungersi una caratteristica specifica di alcuni microinfusori: l’assenza di tubi.
Le patch pump sono piccoli dispositivi che si applicano direttamente sulla pelle, sul braccio o sull’addome. Hanno un serbatoio dedicato all’insulina e la rilasciano nel corpo in modo continuo, senza la necessità di un catetere esterno. Il dispositivo viene sostituito indicativamente ogni tre giorni.
L’assenza di tubi è quindi una caratteristica pratica del dispositivo: l’insulina viene erogata in modo continuo senza la necessità di un catetere esterno.
Automazione e assenza di tubi rispondono così a due aspetti diversi ma complementari: da una parte la gestione adattiva dell’insulina, dall’altra una modalità di erogazione che riduce la presenza fisica di alcuni elementi della terapia.
Una gestione sempre più integrata
Controllo glicemico, automazione e quotidianità: i benefici di un sistema integrato senza tubi interessano quindi più dimensioni della gestione del diabete.
Per questo il valore non sta soltanto nel singolo dispositivo, ma nella possibilità di far comunicare monitoraggio continuo e infusione insulinica, automatizzare una parte della terapia e, nel caso delle patch pump, eliminare anche la necessità di tubi esterni.